“Quali sono i tuoi progetti ora?”

“Quali sono i tuoi progetti ora?” “Voglio studiare” R. ha 14 anni e viene dall’Eritrea. Mi aspetta seduto, con le braccia conserte; gli stringo la mano, come si fa con gli adulti, e gli do il benvenuto. Gli chiedo come sta. “Sto male, mi fa male tutto il corpo, ma non ha importanza, l’importante era…

Staff di EMERGENCY al lavoro al porto di Augusta

“Quali sono i tuoi progetti ora?”
“Voglio studiare”

R. ha 14 anni e viene dall’Eritrea. Mi aspetta seduto, con le braccia conserte; gli stringo la mano, come si fa con gli adulti, e gli do il benvenuto. Gli chiedo come sta.

“Sto male, mi fa male tutto il corpo, ma non ha importanza, l’importante era arrivare vivo e non dovermi arruolare nell’esercito. Ho visto miei amici morire e io stesso ho rischiato di morire”. Mentre lo dice, si alza la maglietta e mi mostra i segni delle torture subite durante il viaggio.

“In Eritrea il servizio militare nazionale è obbligatorio e se non vuoi farlo sei costretto ai lavori forzati. Avrei voluto studiare per diventare medico ma in Eritrea non sarebbe stato possibile. Sono scappato senza dire niente a nessuno, nemmeno a mia mamma e mio papà, consapevole che avrei rischiato la vita e che il viaggio sarebbe stato molto pericoloso. Non avevo altre chance. Nel mio paese non sarei mai stato libero“.

– Fabrizio, psicologo di EMERGENCY in Sicilia

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  • PaesiItalia
  • Data7 October 2016