• Nessun segno di resa sui loro volti

    “Rayyan e Abdul sono i primi due pazienti che ho incontrato all’Emergency Hospital. Prima che Mosul diventasse un campo di battaglia, prima che i bombardamenti diventassero quotidiani, prima che i combattimenti per le strade della città diventassero la norma, Rayyan e Abdul, due cugini, avevano l’abitudine di incontrarsi al parco vicino a casa per giocare…

  • “Mamma, che cos’è la guerra?”

    “Mamma, che cos’è la guerra? ha chiesto Tristan a sua madre. Come si fa a spiegarlo a un bambino di tre anni? L’unica immagine che mi è venuta in mente è una foto di Ahlam. Ahlam è una bambina bella, dallo sguardo magnetico, i capelli neri e al collo una collanina di Hello Kitty. Sul…

  • Garantire un futuro a chi rischia di non averlo

    “Bakir stava giocando a calcio insieme a Rayyan e altri amici quando un missile li ha colpiti. Alcuni di loro sono rimasti paralizzati, a mio figlio hanno dovuto amputare entrambe le gambe per le ferite riportate”. Mentre suo papà mi racconta questa storia, Bakir scoppia a piangere: forse perché sa che non potrà più giocare…

  • Vivere a Mosul durante l’assedio

    Saja ha dodici anni, anche se ne dimostra molti meno, e adesso è ricoverata all’Emergency Hospital di Erbil, in Iraq. Viveva con la zia a Mosul, in una casa crollata a causa di un bombardamento. È rimasta intrappolata tra i cadaveri, la mamma Zahra l’ha ritrovata con il corpo pieno di schegge, senza voce, così…

  • “Spero di tornare a Mosul e avere una vita normale”

    Sono trascorsi poco più di dieci giorni da quando le forze di sicurezza irachene hanno ufficialmente dichiarato la città di Mosul libera dall’ISIS. Quasi mille giorni di assedio, nove mesi di battaglia, oltre 5.536 edifici danneggiati, una popolazione distrutta. Bisognerà rimuovere le macerie e gli ordigni esplosi, ricostruire strade, case, luoghi di culto. Sono drastici…

  • I diplomati del 36° corso di formazione professionale

    “Una grande giornata, per noi e per 15 nostri ex-pazienti che si sono diplomati. Concludiamo così il 36 corso di formazione professionale, e adesso non rimane che aiutarli ad avviare una nuova attività”. Così ci ha scritto Hawar, coordinatore del Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di Sulaimaniya. Presso il Centro, nel Kurdistan iracheno, i…

  • Forza Yunus!

    Oggi Yunus sta provando la sua nuova gamba. Viveva nella parte est di Mosul, dove coltivava patate che poi rivendeva per guadagnarsi da vivere. Da quando i ponti tra la parte est e ovest della città sono stati distrutti dai bombardamenti, Yunus era costretto a trasportare la sua merce in barca, da una sponda all’altra.…

  • “Avevo solo 12 anni e pensavo che il mio braccio sarebbe ricresciuto”

    “Il primo ricordo che ho è stato il risveglio, qualche giorno dopo l’esplosione, nel letto del Centro. Credevo fosse buio, non riuscivo a capire dove fossi né cosa fosse successo. Mia sorella Shirin era con me. Le ho chiesto uno specchio. Non riuscivo a riconoscermi. Avevo solo 12 anni e pensavo che il mio braccio…

  • “Voglio una foto con voi”

    “Voglio una foto con voi” ha detto a Maria e Riccardo, gli infermieri che l’hanno curata. Così, insieme alla figlia e alla vicina di letto, si è messa in posa. Rebheca ha 63 anni, 11 figli e numerosi tatuaggi. All’inizio di aprile, insieme alla sua famiglia, ha cercato di scappare dal suo quartiere di Mosul…

  • “Arriverà un’ambulanza con a bordo una bambina sola”

    “Fra un paio d’ore arriverà un’ambulanza con a bordo una bambina sola: è l’unica sopravvissuta della sua famiglia”. Questa è la prima chiamata della giornata che ha ricevuto Michela, la nostra coordinatrice medica. Poco prima di pranzo sentiamo le sirene avvicinarsi all’Emergency Hospital di Erbil. Insieme a lei arriva un’altra bambina, gravemente ferita alle gambe,…